Antartide e GIS

E' un continente quasi sempre lontano dai riflettori della cronaca. Viene citato talvolta quando qualche grande iceberg si distacca dalle sue piattaforme glaciali, evento magari presentato come "diretta conseguenza" del riscaldamento globale. La scienza invece ha gli occhi puntati su questo continente da più di un secolo. La ricerca  ha bisogno di un sistema di riferimento cartografico solido, oltre che dati per studiarlo, per esempio immagini satellitari e dati cartografici.
Quali sono i sistemi cartografici usati e quali i dati di base disponibili?
Tra i ricercatori il sistema più usato, soprattutto se si studia l'intero continente, è il Polare Stereografico. Il parallelo standard è il -71°, ovvero 71°S. Il datum, come al solito, è il WGS84. Ovviamente questo stesso sistema può essere usato specularmente per le zone polari settentrionali.
Questo sistema è quello usato per la più comprensiva raccolta di dati cartografici a scala dell'intera Antartide,  l'Antartic Digital Database: http://www.add.scar.org:8080/add/. Questo database cartografico è open, salvo registrazione preliminare. E' stato supervisionato dal British Antarctic Survey (BAS) e raccoglie, suddivisi in una serie di tiles (vista la vasta superficie del continente), una serie di livelli che vanno dalle curve di livello, alle colonie di animali (pinguini, petrelle e simili), alle linee di flusso glaciali. E' di qualità buona, anche se localmente possono essere presenti alcune incongruenze o i dati possono non essere aggiornati, per esempio dove le lingue glaciali si sono modificate recentemente. Le fonti dei dati sono infatti i prodotti cartografici di svariate nazioni e su lunghi periodi di tempo, il che giustifica le variazioni di qualità ed aggiornamento nonostante il tentativo di uniformazione praticato sotto la guida del BAS.
Accoppiabili a questi dati vi sono i mosaici satellitari a scala continentale: due classici sono il MOA (MODIS Mosaic of Antartica): http://nsidc.org/data/moa/index.html,  ed il RAMP Radarsat: http://nsidc.org/data/nsidc-0103.html. Entrambi sono monobanda a scala di grigi, a 125 m di risoluzione nominale e già georiferiti in Polare Stereografica. Mentre il MOA deriva da sensori nell'ottico, il RAMP si basa su un sensore radar (quindi con le situazioni di spostamento apparente delle zone rilevate tipiche di questa metodologia).

Nelle due immagini sottostanti è visualizzata la lingua glaciale Drygalski, lunga circa 100 km, prima del suo impatto con l'iceberg B15A (avvenuto ad Aprile 2005, http://www.esa.int/esaCP/SEMEGLW797E_index_0.html). La prima immagine è RAMP-Radarsat, la seconda MOA.




Più recente è il Landsat Image Mosaic of Antarctica (LIMA): http://lima.usgs.gov/, che deriva da immagini Landsat con una risoluzione nominale di 30 m e viene redistribuito ricampionato a 240 m di risoluzione in formato jp2.
Oltre a questo è possibile anche scaricare le immagini Landsat. Ma con la recente liberalizzazione dei dati Landsat, forse è più semplice e ricco scegliere le immagini da scaricare dal sito glovis: http://glovis.usgs.gov/.


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